Fondazione

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Fondazione2018-10-11T16:50:16+00:00

Conte Sgariglia Dalmonte

Il Conte Ottavio Sgariglia Dalmonte (1796-1856) il primo Presidente della Cassa di Risparmio di Ascoli che sovrintende e rappresenta dal 31 maggio 1842 all’11 settembre 1845. Proprietario terriero di estrazione patrizia, protagonista della vita cittadina per circa 40 anni. Cattolico convinto e suddito fedele, ricopre le pi importanti cariche della delegazione, del comune e della provincia a partire dal 1820. Pro delegato apostolico nel 1832 e Consultore di Stato nel 1847, il referente locale delle maggiori congregazioni romane.

E’ più volte nominato consultore delegatizio, gonfaloniere, anziano, consigliere comunale, membro di congregazioni governative e provinciali, commissioni sanitarie ed economiche, deputazioni culturali, come quelle del pubblico ornato per la tutela delle opere d’arte e la costruzione del Ventidio Basso.

Durante la presidenza Sgariglia Dalmonte sono membri del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Giovanni Vitali (vicepresidente), il conte Emidio Ambrosi Sacconi Rosati (segretario), Emidio Arpini, Francesco Cappelli, il cav. Ignazio Colucci, don Pietro Costantini (ragioniere), don Luigi Crocetti, Benedetto Recchi (cassiere) e l’avv. Antonio Tranquilli. Sono membri del collegio sindacale: Antonio Doria, Luigi Cantalamessa, L’ing. Gabriele Gabrielli, il rag. Antonio Silvestri, Giuseppe Tocchi, Candido Vecchi.

La Nostra Storia

1842-1845. Uno spaccato di storia italiana

Senza considerare la Repubblica di San Marino e il Principato di Monaco, nel 1842 l’Italia divisa in otto stati: il Regno delle due Sicilie, il Regno della Sardegna, il Regno Lombardo-Veneto, il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, il Ducato di Lucca, il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa. A causa di un forte spirito municipalista e di contasti tra i vari enti territoriali, l’idea dell’unificazione politica della penisola non ha rilevanza per la quasi totalit del popolo italiano. Gli unionisti costituiscono forze marginali e disomogenee sul piano ideologico e programmatico. Infatti, mentre Giuseppe Mazzini auspica la creazione di una sola nazione (dalle Alpi alla Sicilia), Vincenzo Gioberti e Cesare Balbo propugnano l’unificazione della penisola su base federativa e quindi la conservazione dei vari Stati con i loro legittimi sovrani. Nel 1842 Ascoli una citt dello Stato della Chiesa, guidata da Gregorio XVI: un papa poco incline alle istanze riformatrici ed al processo di laicizzazione della vita pubblica. Tuttavia durante il suo lungo pontificato (1831-1846), la popolazione dello Stato aumenta, l’agricoltura si rinnova e l’economia registra significativi progressi. Nel quadro della politica a sostegno dell’economia si inserisce l’istituzione delle prime Casse di Risparmio, volute da Gregorio XVI per raccogliere ed indirizzare il risparmio dei proprietari terrieri, enti morali, artigiani, contadini e, in generale, tutti i lavoratori subordinati all’industria manifatturiera, la sanit e le opere pubbliche.

1842 – 1845. Ascoli si mette all’opera

In questi anni ad Ascoli non si registrano avvenimenti eccezionali, eccetto l’arresto di alcuni oppositori del governo pontificio collegati con cospiratori della Romagna (16 gennaio 1844). Nel triennio l’attenzione degli ascolani concentrata sulle grandi opere in corso di realizzazione: il Teatro Ventidio Basso di Ireneo Aleandri, il palazzo Saladini di Luigi Poletti, la chiesa di San Francesco di Paola di Tommaso Giusti e Ignazio Cantalamessa, la sistemazione delle strade adiacenti piazza del Popolo, pavimentata in macadam su progetto di Gabriele Gabrielli nel 1840.

legio sindacale: Antonio Doria, Luigi Cantalamessa, L’ing. Gabriele Gabrielli, il rag. Antonio Silvestri, Giuseppe Tocchi, Candido Vecchi.

La Sede

La Sede della Fondazione Sgariglia Dalmonte si trova nel Palazzo Bazzani, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Nel 1911 la Cassa acquistò per centoventimila lire il palazzo dell’estinta famiglia Sgariglia in corso Mazzini. Il contratto era stato già concluso, quando l’amministrazione civica propose al presidente dell’Istituto Filippo Seghetti la permuta dell’ex dimora patrizia con il complesso monastico di Sant’Onofrio venduto dal Fondo per il Culto al Comune il 29 agosto 1900. L’offerta dell’amministrazione municipale fu accertata dal Consiglio di Amministrazione della Cassa il 9 maggio 1911 per la maggiore centralità dell’ ex monastero, costituito di settantatre vani, una chiesa e un ampio orto. L’arch. Bazzani, a cui il Consiglio di Amministrazione affidò l’incarico di disegnare l’edificio l’8 settembre 1911, previde la ricomposizione del prospetto trecentesco dell’ex monastero nella facciata posteriore della nuova sede.

Realizzata nel 1912-15, la sede della Cassa di Risparmio rispecchia la cultura ufficiale dell’epoca, un eclettismo che fonde stilemi rinascimentali, manieristici, barocchi romani, neoclassici e, nell’ornamentazione, Liberty. L’edificio, che si presenta come un robusto cubo, e caratterizzato all’esterno da una polifonia di motivi architettonici e decorativi di travertino e di cemento armato, i quali scandiscono ritmicamente gli spazi e muovono plasticamente le linee. Inondato di luce, l’interno esprime grandiosità e monumentalita soprattutto nell’atrio colonnato, nella scenografica tribuna, nello scalone marmoreo e nelle sale dell’assemblea, della presidenza e del consiglio. Indubbiamente uno degli edifici più belli e rappresentativi costruiti ad Ascoli nel XX secolo, il palazzo si confà alle nobili tradizioni artistiche della città ed è degno dell’importanza dell’Istituto, di cui simboleggia quasi la solidità e la floridezza. La costruzione della nuova sede comporto la rilevante spesa di L. 807 780.93. I lavori furono eseguiti dall’impresa edile locale Matricardi e Angelini sotto la direzione dell’ing. Enrico Cesari e dello stesso architetto Bazzani. (Fonte: http://www.fondazionecarisap.it/la-nostra-storia/)

 

Territorio

La Fondazione svolge la propria attività istituzionale esclusiva nel territorio di competenza, composto dai 38 comuni della provincia di Ascoli Piceno e Fermo:
1) Ascoli Piceno, 2) San Benedetto del Tronto, 3) Amandola, 4) Offida, 5) Acquasanta Terme, 6) Acquaviva Picena, 7) Appignano del Tronto, 8) Arquata del Tronto, 9) Castel di Lama, 10) Castignano, 11) Castorano, 12) Colli del Tronto, 13) Comunanza, 14) Cossignano, 15) Cupra Marittima, 16) Folignano, 17) Force, 18) Grottammare, 19) Maltignano, 20) Massignano, 21) Monsampolo del Tronto, 22) Montalto delle Marche, 23) Montedinove, 24) Montefalcone Appennino, 25) Montefortino, 26) Montegallo, 27) Montelparo, 28) Montemonaco, 29) Monteprandone, 30) Palmiano, 31) Ripatransone, 32) Roccafluvione, 33) Rotella, 34) S. Vittoria in Matenano, 35) Servigliano, 36) Smerillo, 37) Spinetoli, 38) Venarotta.

Organi Sociali

Presidente
Francesco Albertini

Vice Presidente
Mirko Loreti

Consiglio Direttivo
Sabatino Di Serafino
Francesco Prioglio

Consiglio di Sorveglianza
Marco Mariotti
Filippo Luciani
Alfredo Fabiani

Statuto Sociale

FONDAZIONE “OTTAVIO SGARIGLIA DALMONTE I PRESIDENTE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI ASCOLI PICENO”

Art. 1

(Costituzione, durata e sede)

1. E’ costituita, ai sensi del libro I cod. civ., la Fondazione “OTTAVIO SGARIGLIA DALMONTE – I PRESIDENTE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI ASCOLI PICENO”, con sede in Ascoli Piceno (AP), via Del Trivio n. 56 (di seguito: “la Fondazione”).
2. La Fondazione ha durata illimitata.

Art. 2

(Autonomia e normativa applicabile)

1. La Fondazione una persona giuridica privata ed dotata di piena autonomia statutaria e gestionale.
2. La Fondazione disciplinata dal presente statuto, dal regolamento interno e, per quanto non espressamente previsto, dalle norme del codice civile e dalle altre disposizioni normative applicabili alle persone giuridiche private.
Art. 3

(Scopi sociali)

La Fondazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente scopi di utilit sociale e di promozione dello sviluppo economico, nell’ambito del territorio in cui svolge la propria attivit.
In particolare la Fondazione si prefigge di promuovere e tutelare una presenza dignitosa della persona nel contesto economico e sociale in cui opera; tale scopo va perseguito tenendo costantemente presente la dimensione della libert, della solidariet e del servizio vicendevole.
Art. 4

(Ambito territoriale di attivit)

La Fondazione svolge la sua attivit in via esclusiva, nei Comuni di 1) Ascoli Piceno, 2) San Benedetto del Tronto, 3) Amandola, 4) Offida, 5) Acquasanta Terme, 6) Acquaviva Picena, 7) Appignano del Tronto, 8) Arquata del Tronto, 9) Castel di Lama, 10) Castignano, 11) Castorano, 12) Colli del Tronto, 13) Comunanza, 14) Cossignano, 15) Cupra Marittima, 16) Folignano, 17) Force, 18) Grottammare, 19) Maltignano, 20) Massignano, 21) Monsampolo del Tronto, 22) Montalto delle Marche, 23) Montedinove, 24) Montefalcone Appennino, 25) Montefortino, 26) Montegallo, 27) Montelparo, 28) Montemonaco, 29) Monteprandone, 30) Palmiano, 31) Ripatransone, 32) Roccafluvione, 33) Rotella, 34) S. Vittoria in Matenano, 35) Servigliano, 36) Smerillo, 37) Spinetoli, 38) Venarotta.
Statuto della Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte I Presidente della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.
Art. 5

(Attivit della Fondazione)

1. Per il conseguimento degli scopi istituzionali la Fondazione opera con tutte le modalit consentite dalla sua natura di persona giuridica privata dotata di piena autonomia gestionale. In particolare, essa pu compiere operazioni finanziarie, commerciali, immobiliari e mobiliari, secondo principi di sana e prudente gestione, nonch acquistare, detenere e cedere partecipazioni, anche di controllo, al capitale di societ, anche finanziarie e concorrere alla loro costituzione.
2. La Fondazione pu costituire o partecipare a fondazioni di diritto privato ai sensi del codice civile con finalit analoghe alle proprie.
3. La Fondazione pu accettare donazioni e lasciti, in conformit alla normativa applicabile, ivi comprese donazioni modali, nelle quali l’onere posto si concreti in fattispecie che rientrino tra gli scopi statutari.
Art. 6

(Regolamenti interni)

1. L’attivit della Fondazione diretta al perseguimento degli scopi statutari disciplinata da apposito regolamento approvato dal Consiglio Direttivo, fermo restando il potere di quest’ultimo di disciplinare con appositi regolamenti altri aspetti dell’organizzazione e del funzionamento della Fondazione, nel rispetto della legge e del presente statuto.
2. Il regolamento interno relativo alle modalit di realizzazione degli scopi statutari individua e disciplina i criteri attraverso i quali vengono individuati e selezionati i progetti e le iniziative da finanziarie, in modo da assicurare la trasparenza dell’attivit, la motivazione delle scelte, nonch la migliore utilizzazione delle risorse e l’efficacia degli interventi.
Art. 7

(Patrimonio)

1. Il patrimonio della Fondazione interamente vincolato al perseguimento degli scopi statutari ed gestito in modo coerente con la natura delle fondazioni quali enti senza scopo di lucro che operano secondo principi di trasparenza e moralit.
2. Il patrimonio della Fondazione costituito dalla somma iniziale di euro 4.020.000 (quattromilioniventimila), che costituisce il fondo di dotazione iniziale, nonch da tutti gli incrementi di qualsiasi genere e tipo successivamente pervenuti, quali, a titolo esemplificativo, eredit, lasciti, donazioni, contributi da parte di terzi, nonch ogni altro incremento derivante dalle attivit svolte dalla Fondazione.
Art. 8

(Organi)
Sono organi della Fondazione:
a) il Consiglio Direttivo;
b) il Consiglio di Sorveglianza.
Statuto della Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte I Presidente della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.
Art. 9
(Requisiti generali di onorabilit e di professionalit)
1. I componenti gli organi devono essere persone di specchiata moralit e di indiscussa probit. Essi devono essere scelti sulla base del livello di professionalit, competenza e conoscenza tecnico-amministrativa, fra persone che abbiano maturato un’adeguata esperienza in relazione ai settori in cui opera la Fondazione.
2. Non possono ricoprire cariche negli organi della Fondazione:
a) gli interdetti, gli inabilitati e coloro che abbiano perso per qualsiasi causa la piena capacit;
b) i falliti e i condannati a una pena che importi l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacit ad esercitare gli uffici direttivi;
c) coloro che abbiano riportato condanna con sentenza passata in giudicato o ai quali sia stata applicata una pena su richiesta per un qualunque delitto non colposo ovvero che siano stati sottoposti a misure di prevenzione, salvi gli effetti della riabilitazione.
Art. 10
(Cause di incompatibilit)
1. Non possono ricoprire la carica di componente gli organi della Fondazione:
a) il coniuge, i parenti in linea retta e/o collaterale, sino al terzo grado incluso, e gli affini in linea retta e/o collaterale fino al secondo grado incluso dei membri del Consiglio Direttivo e del Consiglio di Sorveglianza;
b) i dipendenti in servizio della Fondazione, nonch il coniuge di detti dipendenti e i loro parenti e affini in linea retta e/o collaterale fino al secondo grado incluso;
c) coloro che siano membri del Parlamento nazionale ed europeo, delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali e dei relativi organi di controllo;
d) coloro che ricoprono funzioni di indirizzo, amministrazione e controllo degli enti cui lo statuto attribuisce il potere di designazione dei componenti gli organi della Fondazione, ovvero abbiano, con i predetti enti, rapporti di lavoro subordinato anche a tempo determinato ovvero collaborazioni di ogni tipo, anche a tempo determinato;
e) gli amministratori di enti pubblici o privati con cui la Fondazione abbia istituito rapporti di collaborazione stabile;
f) coloro che abbiano causato danno alla Fondazione o abbiano lite pendente con essa;
g) coloro che si trovano in situazione di incompatibilit prevista dalla normativa tempo per tempo vigente.
Art. 11
(Compensi)
Ai componenti il Consiglio Direttivo e il Consiglio di Sorveglianza spetta, oltre al rimborso spese, un compenso annuo stabilito dal regolamento interno.
Statuto della Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte I Presidente della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.
Art. 12
(Consiglio Direttivo)
1. Il Consiglio Direttivo composto da quattro membri, dei quali:
a) il Presidente designato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno;
b) un componente designato congiuntamente dal Vescovo della diocesi di Ascoli Piceno e dal Vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto delle Marche;
c) un componente designato dal Prefetto di Ascoli Piceno;
d) un componente designato dalla Fondazione San Giacomo della Marca.
2. Il Consiglio sceglie fra i suoi membri un Vice Presidente.
3. I Componenti il Consiglio Direttivo durano in carica tre esercizi, computando anche quello di nomina, e scadono con l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo dei tre esercizi.
Nel caso di dimissioni o del verificarsi di altra causa di decadenza di uno o pi componenti il Consiglio Direttivo, il soggetto designante competente provveder a sostituire il componente dimissionario o decaduto nel pi breve tempo possibile, cos da non pregiudicare il proficuo svolgimento delle attivit della Fondazione.
Art. 13
(Poteri del Consiglio Direttivo)
1. Il Consiglio Direttivo investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, ad eccezione dei poteri espressamente riservati ad altro organo dalla legge o dal presente statuto.
2. Il Consiglio Direttivo pu delegare a uno o pi dei suoi componenti particolari poteri, determinando i limiti della delega.
Art. 14
(Riunioni e deliberazioni del Consiglio Direttivo)
1. Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma una volta al mese. Il Consiglio si riunisce, altres, quando il Presidente lo ritenga necessario ovvero ne facciano motivata richiesta almeno due consiglieri.
2. Il Consiglio Direttivo convocato dal Presidente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero con altro strumento che dia certezza di ricezione, contenente l’indicazione dell’ordine del giorno, inviato almeno cinque giorni prima della riunione al domicilio dei singoli componenti e dei componenti del Consiglio di Sorveglianza, cos come comunicato dagli stessi al momento della nomina o, in caso di successiva variazione, a mezzo lettera raccomandata indirizzata al Presidente della Fondazione o all’indirizzo risultante dal libro delle adunanze.
3. In caso di particolare urgenza, la convocazione potr avvenire mediante comunicazione scritta da inviare, ventiquattro ore prima della riunione, anche a mezzo di telegramma, telefax o altro strumento che dia certezza di ricezione.
Statuto della Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte I Presidente della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno
4. Le adunanze sono presiedute dal Presidente o in sua assenza o impedimento dal Vice Presidente.
5. Il Consiglio regolarmente costituito quando sia presente la maggioranza dei componenti in carica. Le deliberazioni sono prese a voto palese e sono valide se assunte con la maggioranza dei votanti. In caso di parit di voti prevale il voto di chi presiede.
Art. 15
(Presidente)
1. Il Presidente ha la rappresentanza legale della Fondazione. Egli la rappresenta di fronte ai terzi e nei giudizi di qualsiasi natura, ordine e grado.
2. Il Presidente:
– convoca e presiede il Consiglio Direttivo;
– assume qualsiasi provvedimento nell’interesse della Fondazione che spetti al Consiglio Direttivo, ove ricorrano comprovati e seri motivi di urgenza e ne riferisce alla successiva riunione del Consiglio stesso, cui spetta il potere di ratifica;
– svolge attivit di impulso e coordinamento del Consiglio Direttivo e vigila sulla corretta adozione ed esecuzione delle relative deliberazioni e sull’andamento generale della Fondazione.
3. In caso di assenza o impedimento del Presidente, le sue funzioni sono esercitate dal Vice Presidente, al quale in questo caso spetta la rappresentanza legale.
4. Il Presidente pu conferire a membri del Consiglio Direttivo o a terzi procura speciale per il compimento di singoli atti.
Art. 16
(Consiglio di Sorveglianza)
1. Il Consiglio di Sorveglianza vigila sull’osservanza della legge e del presente statuto ed esercita inoltre le funzioni di controllo legale dei conti.
2. Il Consiglio di Sorveglianza composto di tre membri dei quali:
a) il Presidente designato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno;
b) un componente designato dal Prefetto di Ascoli Piceno;
c) un componente designato congiuntamente dal Vescovo della Diocesi di Ascoli Piceno e dal Vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto delle Marche.
3. I membri del Consiglio di Sorveglianza devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili. Essi durano in carica tre esercizi, computando anche quello di nomina, e scadono con l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo dei tre esercizi.
4. I consiglieri di sorveglianza partecipano alle riunioni del Consiglio Direttivo.
5. Le deliberazioni del Consiglio di Sorveglianza sono prese a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Statuto della Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte I Presidente della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno
Nel caso di dimissioni o del verificarsi altra causa di decadenza di uno dei componenti il Consiglio di Sorveglianza, il soggetto designante competente provveder a sostituire il componente dimissionario o decaduto nel pi breve tempo possibile cos da non pregiudicare il regolare funzionamento di detto organo.
Art. 17
(Libri e scritture contabili)
1. la Fondazione tiene il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Sorveglianza.
2. La Fondazione, inoltre, tiene il libro giornale, il libro degli inventari e tutti quegli altri libri o registri contabili che si rendano necessari per lo svolgimento della propria attivit e in relazione alla qualifica di persona giuridica privata. Per la tenuta di tali libri si osservano, in quanto applicabili, le relative disposizioni del codice civile.
3. Qualora la Fondazione eserciti direttamente imprese strumentali, per le stesse verr tenuta una contabilit separata e il relativo rendiconto sar allegato al bilancio annuale.
Art. 18
(Bilancio)
1. L’esercizio ha inizio il 1 gennaio e si chiude il 31 dicembre dello stesso anno.
2. Gli eventuali utili della gestione devono essere reimpiegati per il finanziamento dell’attivit della Fondazione e l’incremento del patrimonio della stessa. In nessun caso ammessa la distribuzione di utili a soggetti che a qualsiasi titolo svolgono attivit per la Fondazione.
3. Il Consiglio Direttivo redige e approva, entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio, il bilancio della Fondazione e provvede a redigere una relazione sull’attivit svolta. Entrambi i documenti sono trasmessi al Consiglio di Sorveglianza.
Art. 19
(Scioglimento e liquidazione)
La Fondazione si scioglie nei casi previsti dalla legge.
I beni della Fondazione che restano una volta esaurita la liquidazione, sono devoluti a enti che perseguono fini analoghi, su deliberazione unanime di tutti i componenti del Consiglio Direttivo.